Ospiti 2019


Marco Aime è un antropologo e scrittore italiano, attualmente è ricercatore di Antropologia Culturale presso l’Università di Genova. Ha condotto ricerche in Benin, Burkina Faso e Mali, oltre che sulle Alpi. Oltre a numerosi articoli scientifici, ha pubblicato vari testi antropologici sui paesi visitati. È autore anche di alcune opere di narrativa: Taxi brousse (1997), Le nuvole dell’Atakora (2002), Sensi di viaggio (2005), Gli stranieri portano fortuna (2007), Il lato selvatico del tempo (2008). Fra gli altri suoi titoli si ricordano: Gli uccelli della solitudine (2010), L’altro e l’altrove (2012), Tra i castagni dell’Appennino (2014), Senza sponda. Perché l’Italia non è più una terra d’accoglienza (2015), Invecchiano solo gli altri (Einaudi, 2017).

Franco Arminio è un poeta, scrittore, regista italiano, Autodefinitosi ‘paesologo’, ha raccontato i piccoli paesi d’Italia descrivendo con estrema realtà la situazione soprattutto del Mezzogiorno d’Italia. Animatore di battaglie civili, collabora con diverse testate locali e nazionali e ha realizzato anche vari documentari. Ha pubblicato molti libri, tra cui: Vento forte tra Lacedonia e Candela (2008, Premio Stephen Dedalus per la sezione Altre scritture), Geografia commossa dell’Italia interna (2013).Ha pubblicato numerose raccolte di versi, tra cui Le vacche erano vacche e gli uomini farfalle (2011), Stato in luogo (2012), Cedi la strada agli alberi. Poesie d’amore e di terra(2017, premio Brancati 2018) e Resteranno i canti (2018).

Bruno Arpaia, romanziere, giornalista, consulente editoriale e traduttore di letteratura spagnola e latinoamericana, per Guanda ha pubblicato: Tempo perso (Premio Hammett Italia 1997), L’angelo della storia (Premio Selezione Campiello 2001, Premio Alassio Centolibri – Un autore per l’Europa 2001), Il passato davanti a noi (Premio Napoli e Premio Letterario Giovanni Comisso 2006), Per una sinistra reazionaria, L’energia del vuoto (finalista al Premio Strega 2011 e vincitore del Premio Merck Serono), La cultura si mangia!, con Pietro Greco, L’avventura di scrivere romanzi, con Javier Cercas, Prima della battaglia, Qualcosa, là fuori, oltre a una conversazione con Luis Sepúlveda, Raccontare, resistere. I suoi libri sono tradotti in molte lingue.

Paolo Ciampi, giornalista e scrittore fiorentino, ha all’attivo oltre venti libri con diversi riconoscimenti nazionali e adattamenti teatrali. Tra i suoi editori Vallecchi, Giuntina, Mursia, Clichy. Per Ediciclo ha pubblicato L’Olanda è un fiore. In bicicletta con Van Gogh e con Tre uomini a piedi. Nel 2017 ha vinto il premio Albatros – Città di Palestrina della giuria degli studenti e il premio per la divulgazione scientifica “Li omini boni desiderano sapere” assegnato dalla città di Leonardo da Vinci. È molto attivo nella promozione degli aspetti sociali della lettura e partecipa a numerose iniziative nelle scuole.

Ivan Fantini, scrittore per urgenza. Ha pubblicato per la casa editrice Barricate Anonimo fra gli anonimi, Educarsi all’abbandono _ frammenti mutili e Animanimale _ apologia di un genere umano. L’esperienza di Ivan Fantini è caratterizzata da un susseguirsi di cambiamenti, guidati dalla ricerca della libertà e della verità, nella gastronomia e nella vita. Ivan è l’ideatore di Boscost’orto, un orto nato dal disboscamento di un bosco.

 

Michele Marziani, scrittore, editor, giornalista, revisore di traduzioni dal francese e dall’inglese, insegnante in laboratori di narrativa, ha diretto le prime tre edizioni di Libra. Oltre ai libri, ama la montagna, la pesca alla trota, il buon vino e scarabocchiare sui taccuini. Dopo anni passati tra il lago d’Orta, Rimini e Milano, oggi vive sulle Alpi, ai piedi del Monte Rosa, con qualche lunga incursione in Irlanda. Ha pubblicato sette romanzi tra i quali  Umberto Dei. Biografia non autorizzata di una bicicletta, La signora del caviale, La figlia del partigiano O’Connor, oltre a numerosi libri di viaggio nella cultura materiale italiana. Nella collana Piccola filosofia di viaggio (Ediciclo) ha pubblicato Il pescatore di tempo. Piccole storie di pesca in acque dolci.

Paolo Merlini, soprannominato l’esperto di vie traverse, è uno specialista di trasporto pubblico locale. Di slow travel scrive e parla alla radio. Collabora alle Guide Verdi del Touring Club Italiano e da quattro anni gestisce, insieme alla moglie, il seguìto blog Italiaconibimbi.it. Ha pubblicato con Ediciclo L’arte del viaggiare lento (2012).

 


Maurizio Silvestri
 si occupa di viaggi e cultura enogastronomica. Dal 2008 partecipa al progetto editoriale «Porthos»; scrive sulle guide Osterie d’Italia e Slow Wine edite da Slow Food e collabora alle Guide Verdi del Touring Club Italiano. Ha un piccolo talento per la fotografia. Dirige, insieme a Giuseppe Gennari, il Festival Ferré di San Benedetto del Tronto, città dove risiede. Vive altrove.

 

Claudio Jaccarino è pittore, scrittore, editore di libri d’arte. Nato a La Spezia nel 1952, vive e lavora a Milano dagli anni ’70. Ha collaborato come attore con la compagnia teatrale Comuna Baires di Renzo Casali partecipando a diverse tournée europee e in Argentina. Artista assai prolifico, impegnato nel sociale, ha esposto le sue opere in innimurevoli mostre, ed è stato recentemente invitato al Festival Internazionale di Acquarello di Lushan in Cina. Conduce laboratori di acquerello, disegno e pittura.


Max Masa
è nato a Locarno nel 1967. Ha studiato pittura e disegno di moda, grafica e disegni animati. Vive e lavora come graphic designer a Milano. Pratica il disegno e la pittura, in particolare l’acquerello. Dal 2015 segue la formazione a Losanna come arte terapeuta. Tiene corsi con il Laboratorio di Cromografia.

 

 

Teresa Ricco, è scultrice e attrice. Nella ricerca creativa cerca il collegamento con artisti di altre discipline e la relazione con la ricerca antropologica, sempre presente nel proprio percorso personale. Nel ’70 viaggia in Africa: la forte esperienza sul campo e la frequentazione della scuola d’arte, Gitega (Burundi) la inducono ad approfondire interessi antropologici ed artistici. Dal ’75 è attrice nella Comuna Baires, crea scenografie ed elementi di scena (teatro e cinema), collabora a riviste di cultura (Tribù, Teatro 07) ed organizza numerosi eventi culturali. Nell’80 è tra i fondatori dell’Istituto di Cultura Teatrale e antropologica della Comunicazione. A Milano dirige l’Officina delle Impronte, scuola-laboratorio di scultura e artigianato e collabora con realtà educative (scuole e università) e sociali (ospedali e onlus).

Ciro Buttari, viaggiatore e musicista, per anni ha attraversato il mondo suonando in lunghi soggiorni tra il medio Oriente, l’Africa, l’estremo Oriente e l’Inghilterra. Come artista, a contatto con culture diverse, si è ritrovato ad indagare sul potere del suono scoprendo forme di musica collettiva e rituale prodotte dalle antiche culture primitive. Da queste esperienze musicali, e attraverso la meditazione, ha scoperto via via una visione sempre più profonda e autentica della realtà a cui non ha più voluto rinunciare. Numerose sono state le sue collaborazioni con artisti di generi diversi: danzatori, scrittori, fotografi, registi e musicisti. Tra i tanti si cita Luciano Berio, Paolo Conte, Ludovico Einaudi, Tonino de Bernardi ed Enrico Ghezzi.

Giorgio Canali, storico tecnico del suono dei CCCP,  chitarrista dei CSI e PGR, ha in seguito avviato la carriera solista accompagnato da una propria band, i Rossofuoco, affermandosi anche come produttore discografico. Canali è considerato una delle maggiori realtà del rock alternativo italiano, per qualità e carisma, testi lucidi e potenti, impatto sonoro. All’interno di un’evoluzione piuttosto marcata dal primo album ai lavori odierni, Canali ha comunque mantenuto delle caratteristiche fondamentali: cinico, arrabbiato, corrosivo, scrive testi potenti e d’impatto, sempre in violento contrasto con qualsiasi deriva perbenista. Lontano dalla lotta di palazzo, Canali parla di una politica respirata per le strade, vissuta sulla pelle dei più deboli o di chi, più semplicemente, non condivide derive autoritarie.

Contrada Lamierone, ovvero Andrea Branchetti all’organetto e clarinetto, Nicole Fabbri alla fisarmonica e metallofoni, Francesco Bucci al trombone. Il nome del gruppo, che si pone l’obiettivo di sviluppare la musica popolare di differenti provenienze, rielaborandola in un unicum che fonda più stili musicali, è un richiamo poetico ad un luogo immaginario, un pretesto per giocare con il pubblico e lasciare il dubbio e la libertà di essere trasportati dalla fantasia.

 

Nicola Pezzotta, Luca Marcantonelli, Ruben Marucci, sono alcuni componenti di un team di guide ambientali escursionistiche, storici dell’arte e  giornalisti che da anni frequentano la regione naturalistiche della Regione Marche e, da grandi amanti della montagna, hanno voluto riassumere nel progetto Alta Via delle Marche – racconti dall’Appennino le tante e sfaccettate anime che compongono il controverso rapporto fra uomo e natura.

 

Paolo Vachino, piemontese d’origine, da trent’anni vive e lavora a Rimini. Ha pubblicato diverse raccolte di poesie, inoltre da molti anni conduce seminari e laboratori di poesia nelle carceri e in teatro e anche in strada, insieme al maestro di macchie e di colori Claudio Jaccarino. Ha scritto di letteratura sulla rivista letteraria Il Colophon. Dal 2010 è volontario di Operazione Colomba, Corpo nonviolento di Pace, il cui progetto è aperto a tutte le persone che vogliano sperimentare con la propria vita che la nonviolenza è l’unica via possibile per ottenere una pace vera. Ha fatto parte del collettivo di redazione di Letteraria/Nuova Rivista Letteraria fin dalla fondazione, oggi è redattore di Zona Letteraria.